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Alla scoperta dell’altipiano iranico

Alla scoperta dell’altipiano iranico
Indice dei contenuti
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    1° giorno – Italia –Tehran
    Partenza da Milano Malpensa con volo diretto Iranair. Arrivo a Tehran, assistenza e trasferimento in città (l’aeroporto dista circa 50 km dalla città). Pernottamento in albergo Esteglal 5*.

    2° giorno – Tehran – Abyaneh 

    Prima colazione. Partenza per Kashan (km 240). Uscendo da Tehran, breve sosta a piazza Azadi, per ammirare l’omonimo monumento, simbolo della nazione iraniana. Arriviamo a Kashan, città carovaniera ai margini del deserto del Dash –e Kavir. La città vecchia presenta ancora tutte le caratteristiche delle architetture del deserto, qui con una connotazione di grande splendore. A Kashan infatti sono state restaurate le più belle e sontuose residenze private. Lo stile è prevalentemente Quajar, con specchi e vetri colorati, stucchi straordinari, cortili interni, cupole impreziosite da pitture e impeccabili geometrie. Il tutto costruito con quell’ ancestrale sapienza architettonica che, nel rispetto dell’ambiente, e con l’uso di materiali coevi, consente di vivere in dimore fresche e ventilate anche nel torrido clima estivo del deserto. Arrivo e sistemazione in albergo. Pranzo. Nel pomeriggio visiteremo due dimore, le splendide Khan-e Ameriha e la Khan-e Borujedi. La Moschea di Agha Bozorg, e il Bagh-e Tarikhi-ye-Fin,o giardino di Fin, disegnato per lo Shah Abbas I, a immagine del paradiso islamico, dove l’acqua scorre limpida e i fusti di alberi sempreverdi si piegano dolcemente al più lieve alito di vento. Il Bazar, invero un po’ trascurato, ma con incredibili cupole decorate con le caratteristiche mattonelle azzurre invetriate chiamate kashi, da cui si dice che la città prenda il nome. Infine il sito archeologico di Tappeh-ye Sialk , uno dei più importanti dell’Iran, che risale al VI millennio a.C. . Si prosegue il viaggio con la visita al viaggio carateristico di Abyaneh. Pernottamento in albergo Abyaneh 4*.

    3° giorno –  Abyaneh – Yazd 
    Prima colazione. Partenza per Yazd. Durante il viaggio visiteremo la cittadina di Nayin, con la sua caratteristica bio-architettura. Qui vedremo la Moschea del Venerdì, una delle più antiche dell’Iran, e la vicina Casa-Museo,con pareti graffittate di rara bellezza, e il vecchio affascinante  Bazar, ora in disuso.  Lungo il tragitto ci fermeremo anche della cittadina di Meybod particolarmente interessante per un gruppo di edifici che esemplificano le grandi capacità costruttive degli architetti persiani: un Caravanserraglio, la Ghiacciaia e le Torri dei Piccioni. La ghiacciaia di Meybod risale al XVI secolo ed è stata realizzata interamente in mattoni crudi. Il recente restauro ha ridato vigore all’imponente facciata che serviva, essenzialmente, a mantenere in ombra le vasche dislocate alla sua  base. Nei brevi periodi invernali, durante la notte, l’acqua sita nelle vasche si solidificava e, alle prime ore del mattino, il ghiaccio veniva frantumato e trasportato nel contenitore attiguo scavato nel suolo e sormontato da una cupola. Le pareti della ghiacciaia, spesse oltre tre metri, e la particolare conformazione della cupola, permettevano al ghiaccio di conservarsi per essere utilizzato durante l’estate! Di particolare interresse sono anche Le Torri dei piccioni. Realizzate interamente in mattoni crudi, appaiono come grandi e delicati castelli di sabbia. Furono ideati durante il governo safavide per mantenere i volatili lontano dai preziosi ornati in maiolica che rivestono gran parte dei monumenti delle città. A Isfahan, e dintorni, ne furono costruite oltre 3000. Nello spessore delle pareti interne di questi singolari edifici sono ricavate centinaia di piccole nicchie; ognuna forma un nido dove il volatile stabilisce la propria calda e sicura dimora. E’ grazie all’utilizzo degli escrementi di questi uccelli che le campagne divennero fertili e lussureggianti: un modo ecologico e civile di convivenza tra uomo e animali. Arrivo a Yazd e visita del complesso medievale di Amir-Chakhmaq . Cena. Pernottamento in albergo Moshirolmamalek 4*.

    4° giorno – Yazd
    Prima colazione. Intera giornata dedicata alla visita della citta’, una delle più interessanti dell’Iran e antico centro Zoroastriano. Vedremo le Torri del Silenzio, dove venivano adagiati i corpi dei defunti, offerti come cibo agli uccelli, e l’ Atash-Kadeh , in cui si conserva il fuoco sacro.  La Moschea del Venerdi’, dal cui portale, pistach, si slanciano i due minareti più alti dell’Iran. Passeggeremo nella città vecchia, circondata da mura, fra raffinati esempi di case tradizionali. Vedremo le antiche macine per l`henné, ma anche il Museo dell’Acqua, dove saranno finalmenti apparenti i sistemi d’irrigazione sotterranei, qanat, che hanno reso fertili e coltivabili gli aridi terreni  dell’altipiano. Il Mausoleo dei 12 Imams, del XII sec., con l’iscrizione in lettere cufiche dei nomi dei 12 Imams Sciiti e la cosiddetta Prigione di Alessandro.Il Mausoleo di Seyed Rokn-od-Din e l’antico Bazar. Cena e pernottamento in albergo Moshirolmamalek 4*.

    5° giorno – Yazd – Shiraz
    Prima colazione. Partenza per Shiraz. Nel viaggio sosteremo nella cittadina di Abarkoh fatta in terra cruda (bio-architettura). Nelle vicinanze, lungo la strada si trova un albero di cipresso molto antico (Vecchio 5000 anni!), visita ad una ghiacciaia costruita e ristrutturata, interamente in terra cruda.
    Visita al sito archeologico di Passargade, capitale di Ciro il Grande, fu fondata nel  600 a. C. Nasce come un giardino Paradiso, circondato dalle montagne sacre, il famoso Giardino Pensile Persiano,  pre-Islamico che Ahura Mazda ( il Dio Grande ) promette ai  fedeli che rispetono i tre principi, fondamentali nella vita sociale, secondo il rito antico Zoroasriano, cioe`: ” Dire il bene”, “pensare il bene” e “fare il bene”.
    La citta` e` composta da diversi palazzi: dell`Udienze, dell` Uomo con le ali, della Residenza, dei Guardiani, il Tempio del fouco, e poi il famoso Mausoleo di Ciro, Padre della storia, liberatore degli Ebrei di Babilonia e fondatore del primo codice dei diritti del uomo, dell`Ugualianza,dell`Unita`e della Fratellanza. Nel mausoleo di Ciro fu `trovata da Alessandro Magno nel 330a.C. una tavoletta con su scritto le  parole famose: Non conosco chi sei, pero` passa dalla mia Terra, e non essere geloso per un pugno di terra sul quale dormo, sono io Ciro, Re dei territori vicini e lontani. Si dice che Alessandro per la prima volta nella sua vita divenne triste e pianse. Quindi ordino` di mettere delle guardie   per salvare il Grande uomo della storia, fondatore del grande Impero organizato  contro la schiavitu` e loppressione. Il mausoleo venne costruito con diversi simboli dell`Architettura mondiale dell`epoca.
    Sistemazione a Shiraz all’Hotel Pars 5*.

    6° giorno – Shiraz
    Prima colazione. La giornata è dedicata alla visita capitale del Fars, città molto antica, che conobbe momenti di prosperità e di decadenza.  Nel 1760, Karim Khan Zand, la elesse capitale del suo breve regno.  Proprio agli Zand, e ai loro successori, i Qajar, (1796-1925), che in qualche modo ne sposarono l’ispirazione artistica, si deve l’incanto di questa piacevole città. Certo i giardini di rose e gli usignoli cantati dai poeti non ci sono quasi più, restano un’immagine letteraria, ma nondimeno il profumo delle rose e della vita di corte è ancora lì.  Karim Khan Zand  vi costruì la Cittadella, (Arg e Karim Khan), sua residenza privata. Il bel Bazar, unico in Iran per l’architettura in mattoni dipinti, cui un secolo dopo fu aggiunto il caravanserraglio Saray-e Moshir. La Moschea–e-Vakil , con l’incantevole decorazione naturalistica di alberi ieratici e ghirlande di fiori appassiti,  che fu l’ossessione di Pierre Loti , e la cui sala di preghiera invernale è sostenuta da 48 colonne monolitiche.  Ma Shiraz è anche la città dei grandi poeti mistici, Sa’adi (1209-92) e Hafez (1310-90) che qui sono sepolti e onorati, e dei cui versi sono tuttora permeate la lingua e la cultura persiana. La Moschea Atigh, la più antica di Shiraz, la Madrasa del Khan le cui decorazioni di fiori rasa e blu con uccellini ci rimandano agli affreschi dei palazzi safavidi.  Il Giardino Eram, (Bagh-e-Eram), piantato a palme da datteri e cipressi, oggi proprietà dell’università di Shriaz, con la palazzina Qavam, elegante struttura a due piani magnificamente decorata. La sera visiteremo il Mausoleo di Shah-e Cherag uno dei più venerati santuari sciiti , dove un tripudio di luci e di specchi ma anche di pietà alide, ci riempirà di meraviglia e rispetto. Cena e pernottamento all’Hotel Pars 5*.

    7° giorno – Shiraz
    Giornata dedicata ai grandi siti archeologici degli Achemenidi e dei Sasanidi.
    Persepolis, la città sacra fondata da Dario nel 524 a.C. per celebrare  il 21 marzo la festa del Nouruz. Lì il Grande Re riceveva le delegazioni dei popoli sottomessi che in lunghe processioni, venivano ad offrire doni e tributi. La grande Apadana, la porta di Serse, la sala delle 100 colonne, i delicati bassorilievi, tutto testimonia della grandiosità e splendore di questo sito. Fu data alle fiamme dai soldati di Alessandro nel 330 a.C., Veniva così colpito il cuore pulsante di quella grande civiltà.
    Naghsh-e- Rostam, luogo di grande suggestione, che conserva le tombe rupestri dei grandi re Achemenidi, e i bassorrievi-manifesto dei re Sasanidi.
    Pasargade, dove Ciro il Grande volle la sua capitale. Pochi i monumenti rimasti, ancor meno le abitazioni, che dovevano essere tendate, come era nella tradizione dei popoli di origine nomade. Rimane l’austera Tomba di Ciro, un tempo circondata da foreste, e che oggi si erge solitaria ma non meno impressionante sotto gli umori del cielo. Ritorno a Shiraz. Cena e pernottamento all’Hotel Pars 5*.

    8° giorno – Shiraz – Yassuj
    Prima colazione. Viaggio a Yassuj, nel percorso si visitano i villaggi di Semirom (con le sue splendide cascate) e di Si-sakht. Viaggio per Si-Sakht cittadina ai piedi del Zagros con la famosa cima Dena (4800 mt.). Incontro con i nomadi e conoscenza con le loro usanze. Le transumanze avvengono dalla fine di Maggio e si fermano sui monti Zagros fino alla fine di ottobre. Partenza per il  Vallone o Darreh di Shariari dalla via Ardel, strada panoramica con vista ai monti Zagros e ai piccoli villaggi sparsi nella zona. Visita alla cittadina di Yassuj. Cena e pernottamento in Hotel Azadi 3* sup.

    9° giorno – Yassuj – Shahrekord
    Prima colazione. Partenza per Shahrekord. Visita ai gruppi di nomadi di Bakhtiari e delle loro tradizioni e usanze. Arrivo a Shahrekord, cena e pernottamento Hotel Azadi 4*.

    10° giorno – Shahrekord – Isfahan
    Prima colazione. Partenza per Isfahan. Visita alla zona di Saman, visita all’antico ponte Zamankhan risalente al periodo safavide. Arrivo ad Isfahan, la città che Shah Abbas I (1587-1629) , della dinastia Safavide , elesse a sua capitale, e che pianificò ed abbellì fino a farne la perla del rinascimento persiano. L’arte islamica, sia essa di ispirazione sacra o profana, raggiunge qui esiti insuperati. Cena al ristorante e pernottamento all’Hotel Kowsar 5* o allo storico Hotel Abbasi.

    11° giorno – Isfahan
    Prima colazione. L’intera giornata è dedicata alla visita della città. Inizieremo dal quartiere Armeno di Julfa, vivace e animato, con la Cattedrale di Vank e il Museo, per immergerci poi nella bellezza e nel colore della splendida Piazza Reale, polo urbanistico della città, ridisegnato da Shah Abbas I,  e su cui si affacciano la Moschea reale, il padiglione Ali Qapu , la piccola moschea Sayb Luftullah e il Bazar.
    L’Ali Qapu’ è il palazzo dove il sovrano riceveva i suoi ospiti. Era anche una sorta di “porta reale” che dava accesso ai giardini dello Shah, punteggiati di padiglioni. Ed era l’insieme del complesso ciò che costituiva il “palazzo reale”. Dalla terrazza, talar , prospiciente la piazza, e adibita a sala del trono estiva, il sovrano poteva seguire gli incontri di polo (di notte giocati con una palla di fuoco!) , ma anche le parate militari e le esecuzioni capitali. La piazza o Maidan (150x500m) una delle più grandi del mondo , veniva usata per gli spettacoli di corte ma anche per i grandi mercati contemporanei, laddove si riempiva di tende, animali, e si esponevano merci provenienti da tutte le regioni limitrofe. La piazza, che oggi si presenta con un’ incongruente vasca centrale, è cinta dalla doppia fila di archi del Bazar, che, dalla porta monumentale, si snoda poi, fra botteghe e caravanserragli, per ben 6 chilometri, fino alla Moschea del Venerdì, da dove in origine partiva. Di fronte al palazzo reale, la Moschea di Sheikh-Lutfullah, suocero del sovrano, riservata al culto della famiglia reale.  Rappresenta l’esempio più raffinato di moschea privata, per la struttura, la decorazione interna, modulata da spirali turchesi, e per la straordinaria cupola, che all’interno sembra smaterializzarsi nella luce filtrata da grate di arabeschi invetriati, e all’esterno si veste di una superba decorazione blu cobalto e bianca su fondo “caffè e latte”.
    La Moschea Reale, ora Moschea dell’Imam, punto d’arrivo dell’evoluzione, dopo mille anni, della moschea persiana a quattro Ivan.  Anche qui il colore gioca nell’alleggerire le strutture, adducendo nel visitatore una sorta di stupore, nel quale la materia si dissolve magicamente e si trasmuta in pulviscolo azzurro cielo.
    Cena al ristorante e pernottamento in albergo.

    12° gjorno – Isfahan
    Prima colazione. Prosegue la visita della citta’. Il Padiglione Hasht Behesht (Otto paradisi), piccola meraviglia dell’architettura di corte. Consiste in due gruppi di quattro camere ottagonali, gli otto paradisi, che si innestano attorno ad un ottagono centrale abbellito da una magnifica cupola a lanterna. Le stanze superiori e la lanterna conservano in parte i color originali, sfarzosi e scintillanti: l’oro, il rosso, il blu cobalto. Padiglione di piacere, era inserito nel Giardino degli Usignoli, attraversato da canali che si intersecavano sotto il padiglione centrale.  Anche qui, la verzura, il gorgoglio dell’acqua e il cinguettio degli uccelli, uniti alla bellezza degli affreschi profani, anticipavano in terra le gioie del paradiso. Il Palazzo delle 40 colonne o Chehel Sotun.è il padiglione dove il re accordava le udienze.
    E’ affrescato, secondo una tradizione antica, con pitture che rappresentano eventi storici dell’epoca. Alcune pitture risentono dell’influenza europea, altre mantengono lo stile della miniatura delle corti persiane . Deriva il suo nome dalle colonne del talar che si riflettono nell’acqua della vasca antistante. Tutti questi padiglioni, come dicevamo, fanno parte della tradizione palaziale persiana, che, a differenza di quella europea, che costruiva grandi residenze, preferiva padiglioni inseriti nel contesto di giardini, o pardiz., (da cui “paradiso”)  Dunque dimore paradisiache create per esaltare la bellezza e il piacere, materializzazione ed umanizzazione del sogno di popolazioni nomadi aduse all’aridità e alla calura  del deserto. La straordinaria Moschea del Venerdi’ (Jami Masjid) . Meno appariscente di quella dello Shah, ma più antica, articolata e interessante. Di grande splendore. La sua costruzione iniziò alla fine dell’ IX secolo, ma i successivi ampliamenti ne fanno il palinsesto dell’architettura sacra persiana.  Man mano che si avanza, il passaggio nel tempo è apparente, e allo stupore per l’equilibrio e la bellezza della creazione artistica, segue la meraviglia. Qui tutto è perfetto, anche nel sapore decadente che conferisce ulteriore fascino e colore  a ciò che è già perfetto Qui la perfezione è unicità, è assoluto. Due sale invernali, per fare fronte al clima rigido dell’altopiano, una risalente all’epoca Ilkanide (XIV sec), con il Mihrab di Olgeitu, di squisita fattura, la seconda di epoca Timuride. Dalla Moschea del Venerdì, che rappresenta l’antico polo di Isfahan, si snoda il vecchio bazar  Quaisarieh Bazar che raggiunge la piazza del Maidan.

    Si visiteranno anche due dei sei ponti sul fiume Zayandeh-Rud, il Ponte Sio Se Pol (o dell 33 arcate) e il Ponte Khaju (Pol-e-Kaju). L’importanza dei ponti di Isfahan non risiede solo nella loro splendida architettura, ma anche loro nella funzione pratica, sociale e … di elevazione spirituale. A questo mirava il Principe, nell’interesse dei suoi sudditi e della sua propria salvezza . Funzionavano come dighe, mercati di frutta e ortaggi di primo mattino. O luoghi di aggregazione dove, all’ombra di padiglioni dipinti, si sorseggiava il the, sciogliendo in bocca cialde di zucchero d’orzo, o si fumava il narghilè.  Meta di passeggiate la sera, quando l’aria impregnata di freschi vapori anticipava i piaceri del paradiso islamico. Una breve sosta alla Piazza Reale, oggi piazza dell’Imam, per riempirci di stupore e di magia.
    Cena e pernottamento in albergo.

    13° giorno – Isfahan- Tehran
    Partenza alla volta di Tehran visitando nel viaggio con una breve sosta Qom, seconda città religiosa dell’Iran. Visita dello splendido santuario Hezrat-e-Masumeh. Arrivo a Tehran e pernottamento all’Hotel Esteglal 5*.

    14° giorno – Tehran
    Prima colazione. Giornata dedicata alla visita di Tehran, popolosa capitale (12 milioni di abitanti) dell’Iran moderno. Situata a 1100 metri di altitudine, alle pendici dei monti Alborz , è  la  sede del governo nonché il centro delle attività commerciali e imprenditoriali del paese.
    Dopo il giro della città visiteremo: il Museo Nazionale dell’Iran, che ripercorre la storia dell’arte e della cultura iranica, attraverso reperti archeologici che vanno dal 6mila a.C. fino al periodo islamico.
    Il Museo del Vetro e della Ceramica, allestito in una elegante palazzina del periodo Quajar, museo nel museo, che ospita  una preziosa collezione di vetri e ceramiche, dal II millennio a.C. alla nostra era in alternativa Il museo dei Gioielli.
    Cena  e pernottamento all’Hotel Esteglal 5*.

    15° giorno – Tehran – Italia
    Trasferimento presto all’aeroporto e partenza con volo per Milano con Iranair. Arrivo nel pomeriggio.

    Quotazioni su richiesta in base al numero dei partecipanti.

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