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Scenografica Persia

Indice dei contenuti
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    Programma individuale e realizzabile su base privata con guide locali di lingua italiana

    Partenze individuali con voli di linea Turklish Airlines
    (possibilità di prevedere uno stop-over a Istanbul)

    1° giorno:  Arrivo a Shiraz
    Arrivo a Shiraz. Formalità  consolari d’ingresso. Incontro in aeroporto con i nostri corrispondenti che provvederanno al trasferimento in albergo “hotel Grand Shiraz”.   Sistemazione immediata nelle camere riservate  e pernottamento.

    2°  Giorno:  Shiraz
    Buona parte della giornata dedicata alla visita della capitale del Fars, città molto antica, che conobbe momenti di prosperità e di decadenza.  Nel 1760, Karim Khan Zand, la elesse capitale del suo breve regno.  Proprio agli Zand, e ai loro successori, i Qajar, (1796-1925), che in qualche modo ne sposarono l’ispirazione artistica, si deve l’incanto di questa piacevole città. Certo i giardini di rose e gli usignoli cantati dai poeti non ci sono quasi più, restano un’immagine letteraria, ma nondimeno il profumo delle rose e della vita di corte è ancora lì. Karim Khan Zand  vi costruì la Cittadella, (Arg e Karim Khan), sua residenza privata, il delizioso padiglione ottagonale, oggi Museo del Fars , dove riceveva gli ambasciatori stranieri Il bel Bazar, unico in Iran per l’architettura in mattoni dipinti, cui un secolo dopo fu aggiunto il caravanserraglio Saray-e Moshir. La Moschea Vakil , con l’incantevole decorazione naturalistica di alberi ieratici e ghirlande di fiori appassiti,  che fu l’ossessione di Pierre Loti , e la cui sala di preghiera invernale è sostenuta da 48 colonne monolitiche.
    Ma Shiraz è anche la città dei grandi poeti mistici, Sa’adi (1209-92) e Hafez (1310-90) che qui sono sepolti e onorati, e dei cui versi sono tuttora permeate la lingua e la cultura persiana. Visita anche alla  Moschea Atigh, la più antica di Shiraz, e alla Madrasa del Khan le cui decorazioni di fiori rosa e blu con uccellini ci rimandano agli affreschi dei palazzi safavidi. Pernottamento in Hotel.

    3° Giorno : Persepoli – Naqsh-e-Rostam 
    Escursione al sito archeologico di Persepoli: fu fondata, nel  518 a. C. da Dario II  il Grande, accanto alla montagna Sacra di Mehr o Dio del Sole, su una piattaforma con una superfice di 400×300 mt. Capitale culturale degli Achemenidi, la citta` delle feste, dei ricevimenti e della pace fu costruita con l`architettura e la cultura di diverse civiltà dell`epoca, come quella Babilonese, Egizia, Assira, Indiana, Greca, Persiana, ecc..
    Persepoli era composta da unici e fastosi  palazzi  come quello di Apadana o 100 colonne, dei Tesori, della Porta delle Nazioni  detta di Serse), del Palazzo privato di Dario anche detto Talahar ( invernale), e poi i Palazzi di  Artaserse I e II, per ricevere I grandi ospiti e celebrare i riti nazionali ed internazionali, tipo la festa –  antichissima –  del Capodanno iraniano del 21 Marzo,  e quello del Sade – gan, ecc…..
    Attualmente si possono vedere i resti dei favolosi  bassorilievi, delle colonne con decorazioni stupende, dei Capitelli, famosi per la loro bellezza, con le figure di Grifoni, con le teste Umane (per indicare la saggezza ), con i Leoni e con i Tori, gli architravi sui quali compaiono  le prime scritture in “Cuneiforme”. La costruzione della citta’ e’ attribuita a Dario il Grande nel 524 a.C., fu concepita come fastoso e pacifico emblema della gloria e del prestigio della dinastia Achemenide. Si prosegue le con la visita alle Tombe rupestri di Naqhsh-e-Rostam, che ospitano i contesti funebri dei re achemenidi e i rilievi storici sasanidi;  su una scogliera che si affaccia su una pianura circondata da montagne sono scolpite  le tombe di Serse, Dario II, e Arta-Serse . Vi è anche un tempio del fuoco zoroastriano.  Ritorno a Shiraz.  Tempo permettendo, visita  dopo cena al Mausoleo Della luce, (Shah Cheragh) costruito ad onore di un santo uomo che morì nel 835 d.C. Splendido l`interno del mausoleo la cui superficie e` stata ricoperta con la tecnica degli specchi che –  illuminati –  creano un atmosfera suggestiva ed unica.  Pernottamento in Hotel.

    4° giorno: Shiraz –  Pasargade – Yazd
    Partenza alla volta di Yazd, con visita al sito archeologico di Pasargade, capitale di Ciro il Grande, fondata nel  600 a. C. Nasce come un giardino del Paradiso, circondato dalle montagne sacre, il famoso Giardino Pensile Persiano pre-Islamico che Ahura Mazda ( il Dio Grande ) promette ai  fedeli che rispettano i tre principi, fondamentali nella vita sociale, secondo il rito antico Zoroastriano, cioe`: “Dire il bene”, “pensare il bene” e “fare il bene”. La citta` e` composta da diversi palazzi: dell`Udienze, dell` Uomo con le ali, della Residenza, dei Guardiani, il Tempio del Fuoco, e poi il famoso Mausoleo di Ciro, Padre della storia, liberatore degli Ebrei di Babilonia e fondatore del primo codice dei diritti dell’ uomo, dell`Uguaglianza, dell`Unita`e della Fratellanza. Nel mausoleo di Ciro fu trovata da Alessandro Magno nel 330 a.C. una tavoletta riportante le  parole famose: “Non conosco chi sei, pero` passa dalla mia Terra, e non essere geloso per un pugno di terra sul quale dormo, sono io Ciro, Re dei territori vicini e lontani.” Si dice che Alessandro per la prima volta nella sua vita divenne triste e pianse. Quindi ordinò di mettere delle guardie  per salvare il Grande Uomo della storia, fondatore del grande Impero organizzato  contro la schiavitù e l`oppressione. Il mausoleo venne costruito con diversi simboli dell`Architettura mondiale dell`epoca. Visita alla cittadina di Abarkoh fatta in terra cruda (bio-architettura). Nelle vicinanze, lungo la strada si trova un albero di cipresso molto antico (Vecchio 4000 anni !), visita ad una ghiacciaia costruita e ristrutturata, interamente in terra cruda. Arrivo a Yazd, sistemazione e  pernottamento in albergo  “hotel Safaiyeh ”.

    5° giorno: Yazd
    Intera giornata dedicata alla visita della citta’, una delle più interessanti dell’Iran e antico centro Zoroastriano. Si potranno osservare  le Torri del Silenzio, dove venivano adagiati i corpi dei defunti, offerti come cibo agli uccelli, e l’ Atash-Kadeh , in cui si conserva il fuoco sacro;   la Moschea del Venerdi’, dal cui portale, pistach, si slanciano i due minareti più alti dell’Iran. Passeggiata nella città vecchia, circondata da mura, fra raffinati esempi di case tradizionali. Vedremo le antiche macine per l`henné, ma anche il Museo dell’Acqua, dove saranno visibili i sistemi d’irrigazione sotterranei –  qanat –  che hanno reso fertili gli aridi terreni  dell’altipiano. Visita inoltre al  Mausoleo dei 12 Imams, del XII sec., con l’iscrizione in lettere cufiche dei nomi dei 12 Imam Sciiti e la cosiddetta Prigione di Alessandro, al Mausoleo di Seyed Rokn od-Din e l’antico Bazar. Pernottamento.

    6° giorno: Yazd – Isfahan
    Partenza di buon mattino per Isfahan e visita della cittadina di Nain, con la sua caratteristica bio-architettura. Si ammireranno la Moschea Jame` di periodo selgiuchide ( XI sec.), il museo di etnologia che contiene alcuni oggetti tipici del luogo e il vecchio Bazar in disuso ma di estrema bellezza; costruito in terra cruda in un tunnel di archi crea un’atmosfera particolare con la luce catturata dalla sommità delle cupole. Arrivo ad Isfahan e visita ai tre piu`importanti ponti sul fiume Zayandeh-Rud, il Ponte Sio Se Pol (o delle 33 arcate) e il Ponte Khaju (Pol-e-Kaju) e il ponte Shahrestan del periodo sassanide. L’importanza dei ponti di Isfahan non risiede solo nella splendida architettura, ma anche nella funzione pratica, sociale e di elevazione spirituale. Funzionavano come dighe, mercati di frutta e ortaggi di primo mattino e luoghi di aggregazione dove, all’ombra di padiglioni dipinti, si sorseggiava il te`. Sistemazione in albergo “hotel Abbasi”  e pernottamento.

    7-8°  giorno: Isfahan
    Due giornate  sono dedicate alla visita della città. Ci si immergerà  nella bellezza e nel colore della splendida Piazza Reale, polo urbanistico della città, ridisegnato da Shah Abbas I,  e su cui si affacciano la Moschea reale, il padiglione Ali Qapu , la piccola moschea Sayb Luftullah e il Bazar.
    L’ Ali Qapù è il palazzo dove il sovrano riceveva i suoi ospiti. Era anche una sorta di “porta reale” che dava accesso ai giardini dello Shah, punteggiati di padiglioni. Dalla terrazza (talar)  prospiciente la piazza, e adibita a sala del trono estiva, il sovrano poteva seguire gli incontri di polo (di notte giocati con una palla di fuoco !), ma anche le parate militari e le esecuzioni capitali. La piazza o Maidan (165x500m) una delle più grandi del mondo, veniva usata per gli spettacoli di corte ed anche per i grandi mercati contemporanei, laddove si riempiva di tende, animali, e si esponevano merci provenienti da tutte le regioni limitrofe. La piazza, che oggi si presenta con un’ incongruente vasca centrale, è cinta dalla doppia fila di archi del Bazar, che, dalla porta monumentale, si snoda poi, fra botteghe e caravanserragli, per ben 6 chilometri, fino alla Moschea del Venerdì, da dove in origine partiva. Di fronte al palazzo reale, la Moschea di Shaikh Lotfollah, suocero del sovrano, riservata al culto della famiglia reale.  Rappresenta l’esempio più raffinato di moschea privata, per la struttura, la decorazione interna, modulata da spirali turchesi e per la straordinaria cupola, che all’interno sembra smaterializzarsi nella luce filtrata da grate di arabeschi invetriati, e all’esterno si veste di una superba decorazione blu cobalto e bianca su fondo “caffè e latte”.

    Visita alla  Moschea Reale – ora Moschea dell’Imam – punto d’arrivo dell’evoluzione, dopo mille anni, della moschea persiana a quattro Ivan.  Anche qui il colore  gioca nell’alleggerire le strutture, adducendo nel visitatore una sorta di stupore, nel quale la materia si dissolve magicamente e si trasmuta in pulviscolo azzurro cielo. Il Palazzo delle 40 colonne o Chehel Sotun è il padiglione dove il re accordava le udienze; è’ affrescato con pitture che rappresentano eventi storici dell’epoca. Alcune pitture risentono dell’influenza europea, altre mantengono lo  stile della miniatura delle corti persiane. Deriva il suo nome dalle colonne del talar che si riflettono nell’acqua della vasca antistante. Tutti questi padiglioni, come dicevamo, fanno parte della tradizione  palaziale persiana, che, a differenza di quella europea che costruiva grandi residenze, preferiva padiglioni inseriti nel contesto di giardini, o pardiz (da cui “paradiso”) … Dunque dimore paradisiache create per esaltare la bellezza e il piacere, materializzazione ed umanizzazione del sogno di popolazioni nomadi avvezze all’aridità e alla calura del deserto.
    Si prosegue con la straordinaria Moschea del Venerdi’ (Masjed Jame): meno appariscente di quella dello Shah, ma più antica, articolata e interessante. La sua costruzione iniziò alla fine del IX secolo, ma i successivi ampliamenti ne fanno il palinsesto dell’architettura sacra persiana.  Man mano che si avanza, il passaggio nel tempo è apparente e allo stupore per l’equilibrio e la bellezza della creazione artistica, segue la meraviglia. Qui tutto è perfetto, anche nel sapore decadente che conferisce ulteriore fascino e colore  a ciò che è già perfetto. Qui la perfezione è unicità, è assoluto. Due sale invernali, per fare fronte al clima rigido dell’altopiano, una risalente all’epoca Ilkanide (XIV sec), con il Mehrab di Olgiato, di squisita fattura, la seconda di epoca Timuride.  Pernottamento

    9° giorno: Isfahan – Kashan  – Tehran 
    Partenza in mattinata per Kashan, città carovaniera ai margini del deserto del Dasht–e-Kavir. La città vecchia presenta ancora tutte le caratteristiche delle architetture del deserto, qui con una connotazione di grande splendore. A Kashan infatti sono state restaurate le più belle e sontuose residenze private. Lo stile è prevalentemente Quajar, con specchi e vetri colorati, stucchi straordinari, cortili interni, cupole impreziosite da pitture e impeccabili geometrie. Il tutto costruito con quell’ancestrale sapienza architettonica che, nel rispetto dell’ambiente, e con l’uso di materiali coevi, consente di vivere in dimore fresche e ventilate anche nel torrido clima estivo del deserto. Nella serata arrivo a Tehran , sistemazione in albergo “hotel Espinas”.

    10°  giorno:   Tehran – partenza 

    Giornata dedicata alla visita di Tehran, popolosa capitale (12 milioni di abitanti) dell’Iran moderno. Situata a 1100 metri di altitudine, alle pendici dei monti Alborz , è  la  sede del governo nonché il centro delle attività commerciali e imprenditoriali del paese. Dopo il giro della città si visiterà  Il Museo Nazionale dell’Iran, che ripercorre la storia dell’arte e della cultura Iranica, attraverso  reperti archeologici che vanno dal 6mila a.C. al periodo islamico. Si prosegue con il  Museo del Vetro e della Ceramica, allestito in una elegante palazzina del periodo Quajar, museo nel museo, attraverso una preziosa collezione di vetri e ceramiche, i primi risalenti al secondo  millennio a.C.:  percorre la  storia esemplare e straordinaria  del vetro e della ceramica persiani. Tempo permettendo, visita anche  Museo dei Tappeti, inaugurato nel 1977, in un’area di 3.400mq,  espone  più di 100 esemplari di tappeti rari provenienti da tutto il paese (oppure se preferito e compatibile con gli orari, visita al Museo dei Gioielli (aperto solo dalle 14 alle 16 in pochi giorni alla settimana). All´interno possiamo osservare una tra le collezione di gioielli più importante al mondo, accumulata attraverso i secoli da tutte le dinastie persiane. Trasferimento in aeroporto.

     

    Quotazioni su richiesta in base al numero dei partecipanti.

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